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17 gennaio 2009 11:59
Quando l'omofobia arriva persino a Sanremo
Pubblichiamo qui di seguito la lettera che Gianni Pittella, Presidente della delegazione italiana del PSE all'Europarlamento, ha inoltrato al Presidente della Rai Claudio Petruccioli.
Signor Presidente, le scrivo in merito alla prossima edizione del Festival di San Remo perché è stato annunciato che una delle canzoni in gara racconterà la storia di una persona "guarita dall'omosessualità". Ovviamente non è mia intenzione interferire in alcun modo con la libertà d'espressione e tanto meno con quella artistica, che sono fondamentali e infatti tutelate sia dalla nostra Costituzione sia dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea. Sono tuttavia preoccupato dal fatto che si utilizzi una grande occasione di cultura e di musica, tanto più per il tramite del servizio pubblico radiotelevisivo, per diffondere l'idea che l'omosessualità sia una malattia, una visione di stampo razzista e omofobo che la comunità scientifica ha smesso, dal secondo dopoguerra, di accreditare e che non trova posto nel dibattito culturale e politico di nessun paese civile. Voglio ricordare che l'orientamento sessuale non è una malattia né una scelta. La Costituzione della Repubblica italiana e la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea, con rigore, stabiliscono che "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali" (art. 3, Costituzione) e che "È vietata qualsiasi forma di discriminazione fondata, in particolare, sul sesso, la razza, il colore della pelle o l'origine etnica o sociale, le caratteristiche genetiche, la lingua, la religione o le convinzioni personali, le opinioni politiche o di qualsiasi altra natura, l'appartenenza ad una minoranza nazionale, il patrimonio, la nascita, gli handicap, l'età o le tendenze sessuali" (art. 21, Carta UE). In attesa di conoscere le sue decisioni, la saluto cordialmente. Gianni Pittella
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omosessualita
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@ Lisa:A dire il vero, è stato detto da Povia che nella canzone si parla di un cambiamento e non di una guarigione... Non dico che mi fido di lui, è solo un cantantucolo in cerca di pubblicità (ricerca che gli sta riuscendo alla grande), ma, appunto, niente condanna senza prove.Se si parlerà di guarigione e si tratterà di una canzone-pubblicità per preudo-psicologi alla Nicolosi, sarà giusto far casino (ma, appunto, con le prove in mano); se si parlerà di cambiamento, senza giudizi, non ci vedrei nulla di male. Anzi, mi limiterei a ricordare che, per un Luca che "era gay", ci sono tantissimi Luchi che "erano etero", come dimostrano le storie che abbiamo raccolto qui:http://noirpink.blogspot.com/2008/12/luca-era-gay-canta-povia-ma-accanto.html
Io non credo si debba parlare di "cautela". è vero che nessuno ha ancora sentito la canzone, ma l'annuncio è stato molto chiaro: la canzone parlerà di una persona GUARITA dall'omosessualità. E se una persona guarisce, allora vuol dire che prima era MALATA!! Lo stesso Povia ha detto "Gay non si nasce, lo si diventa in base a chi frequenti". A me personalmente non interessa il testo, secondo me avete fatto bene a pubblicare questa lettera, perchè indipendentemente dal testo, io mi sento comunque offesa a sapere che è stata ammessa a Sanremo una canzone che parla di omosessualità come malattia. La mia domanda è: se invece di un gay avessero proposto una canzone su un ragazzo "che è guarito dall'ebraismo", avremmo avuto dubbi sull'ammissione della canzone al festival? Io credo di no, la si sarebbe bocciata punto e basta. Ps. iscrivetevi al gruppo FB http://www.facebook.com/group.php?gid=57219865015
Sulla canzone di Povia andrei più cauto. Ritengo che Povia sia un pessimo artista e non escludo che la sua canzone possa avere anche dei contenuti omofobi, ma mi sembra scorretto aver già espresso giudizi su questo brano quando, per ora, nessuno l'ha sentito. Come si dice, un libro non si giudica dalla copertina... e una canzone dal titolo! O, ancora meglio, nessuna condanna senza prove.L'unica cosa che rimane certa è che Povia sta ottenendo quello che voleva: pubblicità, tanta pubblicità, valanghe di pubblicità gratuita!http://noirpink.blogspot.com/2009/01/canzoni-omofobe-canzoni-gay-friendly.html
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